La nostra idea di Mestre

A) Mestre, Città della Scienza e della Tecnologia.

Mestre ha una storia plurisecolare, come dimostrano le molte vestigia ancora visibili e come documentato da numerose ricerche storiche.

Ma il suo sviluppo dimensionale principale è avvenuto soprattutto nel ‘900, sotto la spinta dell’espansione manifatturiera avvenuta nella zona industriale di Marghera e nelle altre molteplici aree produttive sviluppatesi (ad est, nord, e ovest) intorno all’area urbana cittadina .

Se alcune di queste ‘radici’ si sono nel tempo inaridite, soprattutto negli ultimi anni è cresciuta e fiorita una significativa pluraltà di centri di ricerca e di tecnologia che hanno ulteriormente innalzato il livello qualitativo del tessuto scientifico del territorio: basti pensare ai due Dipartimenti del Campus di Ca’ Foscari in via Torino, alle sedi dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e della Fondazione CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici)

al Vega, ai Laboratori di Tecnologia dei Materiali IUAV e alla Stazione Sperimentale del Vetro, sempre in Via Torino.

Nel suo itinerario moderno e nel suo divenire corrente la Città ha dunque un’anima di alto valore, ben distinta da quella storica di Venezia, cui tra l’altro hanno contribuito nei decenni molti ‘nuovi residenti’ provenienti da tutta Italia, una sua identità di grande spessore quale Città di Scienza e Tecnologia.

E’ una identità, tuttavia, che (ancora) non sentiamo emerge con forza e nitidezza, troppo spesso offuscata da ombre o nebbie obsolete che richiamano, di volta in volta, la città-dormitorio, il disordine e la bruttura urbanistica, la presunta ‘modestia’ degli abitanti.

E’ una identità, viceversa, da evidenziare e promuovere con la massima forza, specie in quanto motore di futuro sviluppo sociale, economico e culturale, uno sviluppo che sappia co-esistere ed interagire con le attività artistico-letterarie di livello internazionale centrate su Venezie e contrastrare la altrimenti corrosiva monocultura del l’Hospitality.

Questo intende fare la nostra Associazione, creando occasioni in cui il pubblico ‘viva’ tale identità, e favorendo così anche momenti di networking tra le diverse Istituzioni di Ricerca e di collaborazione tra le Associazioni culturali della nostra Città.

B) Mestre e il suo Territorio.

La riflessione che abbiamo sopra proposto sulla identità della nostra Città suggerisce che il contorno sociale, economico, territoriale che abbiamo in mente quando pensiamo a Mestre è, in primis, quello dell’intera area di terra rientrante nei confini amministrativi del Comune di Venezia: un territorio ricco, tra le molteplici aree urbanizzate ed industrializzate, anche di preziosi ambienti ‘verdi’, di acque, parchi, boschi, aree agricole e naturali.

E’ un contorno cittadino che presenta un reticolo di numerose singolarità urbane e storiche (Favaro, Campalto, Marghera, Zelarino…) e che dunque si presenta variegato ed articolato, ricco di una dinamica civile (da favorire ed incoraggiare ulteriormente) che previene in molti ambiti la problematica diarchia centro-periferia.

Ma è altresì un contorno che si riconosce positivamente permeabile ad altre importanti realtà urbane vicine : sia verso i centri ‘minori’ dell’immediato circondario ( da Spinea alle quattro ‘M’: Mira, Martellago, Mogliano, Marcon) sia verso le altre Città dell’area grande PaTreVe.

Questa permeabilità è anche una sfida :

  • a sviluppare e promuovere la propria identità in modo da interessare ed attrarre (se-durre) i membri delle altre comunità vicine,
  • a cooperare-competere con tale comunità, in modo intelligente , in quei settori, rilevanti per il proprio sviluppo, in cui strutture, soggetti e competenze importanti (dalle Università, alle Istituzioni, alle Associazioni..) siano presenti anche da loro.

C) Mestre e Venezia

Da circa 100 anni Mestre e Venezia sono riunite amministrativamente sotto un unico Comune.

In oramai molteplici occasioni si è a lungo dibattuto (e votato) sull’opportunità di ri-dividere tale entità in due separati Comuni, sottolineando con energia i pro ed i contro delle rispettive posizioni.

La nostra Associazione ha scelto sin dal suo avvio di non prendere una propria posizione n tale discussione, sforzandosi di ospitare con equilibrio le diverse opinioni sul tema dei i propri Associati e followers.

Ma crede tuttavia con forza che anche a fronte di una unica Amministrazione, ad un unico Comune, come è attualmente e potrà continuare ad essere nel futuro, vada riconosciuto che le Città sono intrinsecamente due, con distinte identità e mission (pur con le ovvie ed evidenti sinergie), e che solo partendo da tale constatatazione potrà darsi risposta alle sfide di crescita e sviluppo (e/o sopravvivenza !) che esse hanno dinanzi.

Riconoscere le due Città implica elaborare due strategie di sviluppo e benessere, integrate ma distinte, capaci di valorizzare i rispettivi (a volte molto distinti) punti di forza e di operare per mitigare i punti di debolezza, mirate ad affrontare le distinte minacce e di sfruttare le distinte opportunità, cercando anzi di far valere, in queste strategie, i punti di possibile sinergia e di ‘gestire’ consapevolmente i nodi di possibile divergenza di interessi.

Approcci alternativi, confusamente ‘unitari’, portano solo ancora, come purtroppo accaduto nel passato, ad un mix di sforzi velleitari (proprio perchè non sostenuti da fattori solidi di identità e risorse) e di ‘cerchiobottismo’ improduttivo.